Preside Williams
Sollevo una mano tremolante verso il portale dorato, nel bel mezzo della foresta.
Per l'amor di Dio.
La ritraggo immediatamente, appena sento quel briciolo di calore sovrannaturale pervadermi il corpo. Un secondo di più e sarei bruciata.
>-domanda Matt, il secondo in comando dopo di me. Scuoto la testa, voltandomi verso di lui.
>-deduco, camminando verso un albero. Sfioro il tronco, osservandone i graffi.
Sembrano fatti con degli artigli giganti. Esiste solo una bestia che può farli. Che può aver attraversato il varco che collega questa dimensione con la più oscura e malvagia che esista.
Gufo.
Un abominio alto quasi tre metri, dalle sembianze di un grosso gufo con le zanne e le ali dalle sfumature viola. Una lunga coda, velenosa.
Ero certa che non si sarebbero più fatte vedere, dopo il trattato di pace. Invece devo ricredermi.
>-domanda Matt, controllando il battito cardiaco all'ultimo cadavere rimasto. Venendo qui, ci siamo accorti dei nostri uomini. Ammazzati. Uno ad uno, crudelmente. Ognuno presenta il petto lacerato.
Annuisco, voltandomi verso di lui pensierosa. Con uno schiocco di dita, grazie alla mia magia, faccio sparire quei cinque cadaveri. La terra li inghiottisce, seppellendoli.
Non voglio che qualcuno all'istituto si preoccupi.
>-rispondo. >-continuo, decisa, voltandomi per riprendere a camminare.
Voglio avere una di quelle bestie davanti.
Ucciderle tutte. Fosse l'ultima cosa che dico.
>-dice Matt, seguendomi.
>-gli rispondo. Si ferma, così faccio io.
>-dice, riportando per un secondo la mia mente a quel tragico evento.
Non avrei mai voluto che accadesse. Ho perso più della metà dei miei uomini, ma non solo quello.
>-gli dico, voltandomi verso di lui.
Rimane visibilmente contrariato. Scuote la testa.
>-risponde.
>-gli dico, seria e autoritaria. Senza dire altro, annuisce.
>
Senza perdere altro tempo, continuo a camminare e cercare altre tracce del gufo. L'unica cosa che mi interessa adesso.
~~~
Isabelle
Entro nella grande sala centrale, guardandomi attorno con meraviglia.
C'è una cerimonia in corso. Una musica in sottofondo, a volume basso ma abbastanza percettibile.
In my mind. In my head.
La adoro. Tutto sembra procedere a rallentatore, perché voglio godermi ogni cosa.
Ci sono ragazzi che stanno attaccando dei festoni al muro, con una scala, con su scritto "benvenuti al Morningstar college"; altri, che stanno ballando a ritmo di musica. La sala brulica di gente; altri, che sono seduti su delle panchine a parlare tra di loro. Poco più in là, sopra a una scalinata, c'è una piramide di ragazzi e ragazze.
La gente li acclama, mentre si esibiscono con dei salti mortali da cheerleader.
È tutto così meraviglioso.
>-la voce di Adam, mi costringe a voltarmi alla mia destra. Dove lui è qui, affianco a me, con le mani nelle tasche dei jeans blu navy.
>-domando, poggiandomi col sedere a un tavolino dietro di me.
Quello allestito con cibo e punch, da cui i ragazzi attingono per bere e mangiare.
>-dice, prendendo un bicchiere vuoto e immergendolo nel punch. Osservo i suoi movimenti, il modo armonioso in cui si muovono le sue mani.
Sembra un cattivo ragazzo con delle buone maniere.
>-gli dico, sincera.
Emette una risatina, poggiandosi al tavolo e incrociando le gambe. Sorseggia.
>-dice, porgendomi il bicchiere con un leggero sorriso. Arrosisco. Per un attimo ho creduto che non stesse parlando della sua ragazza. >-continua.
Scuoto la testa, rifiutando con gentilezza. La gentilezza degli sconosciuti.
>
>-dice, con sarcasmo, bevendo tutto d'un sorso. Non so come faccia, quella roba deve essere pesante.
>-domando, curiosa, osservando i ragazzi che si sono messi in fila sopra gli scalini.
Un uomo passa davanti a loro, mettendogli una specie di ferro bollente sul braccio. Con mio stupore, mi accorgo che i ragazzi non dicono una parola.
>-spiega.
>-domando, confusa. Non ne ho mai sentito parlare. Adam mi mostra un bicipite, su cui c'è un marchio sopra. Un tatuaggio a dir poco ipnotico: un serpente, che avvolge una spada.
Meravigliata, con la punta delle dita percorro le linee del tatuaggio.
>-dice. >-continua.
Alzo lo sguardo verso il suo, deglutendo. Quindi anch'io avrò un cavaliere?
>-domando, un tantino spaventata di saperlo. Sospira, alzando le spalle. Ritorna a guardare sopra le scale, portandosi le mani in tasca.
>-risponde. Lo osservo, in silenzio. Sembra penserioso.
Ne approfitto per percorrere con lo sguardo i lineamenti del suo viso. Sembra sia nato dalla perfezione. Ha un fisico da invidiare a tutti.
Dei capelli mossi e ben definiti.
E qualcosa che non riesco ancora a decifrare.
>-domando, per chiacchierare.
Non voglio fare l'asociale proprio qui dentro. Ride, arrossendo lievemente.
>-domanda, grattandosi la nuca con fare imbarazzato. Corruccio le sopracciglia, emettendo una risatina divertita. È buffo, sapere che in una scuola dove vige la regola di avere qualcuno di cui fidarsi...lui non si fidi di nessuno.
>-domando.
>
Annuisco, portandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
>-dico, un po' impacciatamente, arrossendo.
Perchè l'ho detto?
>-dice. I miei occhi, si posano casualmente su una persona dietro di lui. Una ragazza, che lo sta cercando con lo sguardo.
>-gli domando, afferrandogli il bicchiere vuoto dalle mani. Lo riempio di punch, porgendoglielo. >-continuo, abbozzando un sorriso amichevole e dandogli una pacca sul braccio.
Sta per arrivare la sua ragazza. Quell'antipatica snob. Non vorrei litigare proprio oggi, non mi va.
E poi, Adam mi sembra un bravo ragazzo un po' troppo condizionato da lei.
Spero che riesca a fare la scelta giusta, non merita di vivere intrappolato nella sua morsa.
Me ne vado, cercando Harper.
Adam
Resto fermo, osservando il bicchiere che Isabelle mi ha dato.
Che cosa voleva dire con questo? È così evidente che sono sull'orlo di un precipizio?