Harper
In camera mia, sistemo le mie cose.
Ripiego i vestiti sul letto, afferrandoli man mano dalla valigia affianco a me.
Sospiro allegramente.
Sono così felice di avere una compagna di stanza, almeno ho qualcuno con cui gossippare.
Oddio, spero che Isabelle sia abbastanza socievole. Anche se mi sembra molto simpatica.
>-sembra che qualcuno mi chiami. Non ne sono sicura >-continua, mia cugina, sventolandomi una mano in faccia. Non mi aspettavo di vederla qui, pensavo fosse Isabelle.
Mi tolgo le cuffie, ritornando alla realtà. Ero immersa nel mondo dei metallica.
>-domando.
La ragazza dai lunghi capelli viola, giocherella nervosamente con le dita. Riconosco quando fa così, è tesa.
>
Roteo gli occhi al cielo, pronta a scappare o mutarla se necessario.
>-le dico, esausta, poggiando una maglietta sul letto e andando verso uno scaffale.
Tolgo tutti i cd da sopra di esso, afferrando una pezza bagnata.
>-dice. La sento deglutire. >-continua, mentre pulisco la mensola.
Mi fermo e mi volto verso di lei, mettendo su una smorfia pensierosa.
Incrocio le braccia e mi tocco il mento.
>-dico, elencandoli sulla punta delle dita.
Arrossisce di botto, scuotendo la testa.
>-dice, sul punto di vomitare. Lo farei anch'io, se fossi stata fidanzata con certi elementi. Sospira. >-continua, arrivando dritta al punto.
Emetto una risatina divertita. Mi volto di nuovo verso lo scaffale, rimettendoci i cd in ordine.
>-le dico. Il che è vero. Non capisco perché insinui certe cose.
>-dice, impacciatamente.
>-dico, poggiando la pezza sulla scrivania e voltandomi verso di lei.
Altamente confusa.
Mi pulisco le mani tra di loro e me ne vado, a cercare Isabelle. Spero non si sia persa il primo giorno di college.
Adam
Il sole cocente di settembre mi sta facendo sudare come un dannato gufo.
Respiro affannosamente, mentre io e il mio sfidante, nonchè migliore amico Leon, ci giriamo intorno.
Ragazzo dai capelli rossicci, occhi verdi. Narcisista, paranoico e stronz0 a tutti gli effetti.
Sono appena iniziate le lezioni, per noi cavalieri. Ci stiamo allenando sul "ring", noi lo chiamiamo così. Una specie di luogo dove si può combattere per addestrarsi alla grande guerra.
Ho passato gli ultimi cinque minuti a confessare a Leon di aver sentito una strana...
Attrazione. Con Isabelle. Non attrazione sessuale, anche se è davvero molto bella. Ma...era come se qualcosa stesse sussurrando il mio nome ogni volta che le ero vicino.
>-gli dico, asciugandomi il sudore dalla fronte.
Scatta in avanti per sferrarmi un pugno, che paro col braccio. Paro anche gli altri pugni che mi dà.
Ad una certa, gli prendo il braccio e lo metto ko per terra.
Emette un leggero gemito di dolore e ridacchia.
>-dice, provocandomi.
Corruccio le sopracciglia, sollevando gli occhi al cielo.
>-gli dico, guardandolo dall'alto.
A volte, mi verrebbe da prendere a pugni quel suo sorrisetto beffardo.
>-domanda. Gli porgo una mano, che afferra. Lo aiuto a rimettersi in piedi. >-continua.
Mi sfilo la maglietta sudata, per il troppo caldo.
>-gli dico, impercettibilmente nervoso.
Non aspetta neanche un secondo. Cerca di sferrarmi un pugno, che schivo abbassandomi.
Gli tiro un calcio laterale sul fianco, che lo fa finire per terra.
>-dice, continuando a provocarmi, rimettendosi in piedi.
Ricominciamo a combattere, questa volta lui riesce a tirarmi un pugno nello stomaco. Barcollo all'indietro, emettendo un piccolo gemito di dolore.
>-gli dico, stufo di queste sue insinuazioni. Lui e Mia sono la stessa identica persona.
Emette una risatina, afferrando due mazze di legno da terra. Una la lancia a me. La prendo al volo.
>-dice. Con una sola mano, faccio girare il bastone colpendo ripetutamente il suo.
Lo passo nell'altra mano, tenendolo con entrambe adesso. Appena Leon gira su se stesso, paro il colpo del bastone nel suo stesso momento.
Formiamo una x.
>-gli dico, serio.
>-domanda. In che senso? Entrambi, sfiniti, gettiamo via il bastone. >-continua, poggiando una mano sul cuore. Anche se so che mi sta prendendo in giro proprio così. Lui non ha un cuore.
>-domando, cercando di riprendere fiato. Sta per dire qualcosa, ma il suo sguardo si sofferma su qualcuno dietro di me.
>-dice, visibilmente scontento.
Corrucciando le sopracciglia, mi volto. Scorgo Isabelle, poco lontano da noi. Sta camminando per il cortile, quasi spaesata. Ma sembra più...preoccupata.
Non riesco a smettere di guardarla. Non so perché. È come se i miei occhi si rifiutassero di staccarsi da lei.
Riesco a sentire il cuore nel petto che accellera.
Deve esserci qualcosa in quella strega che mi fa perdere la calma.
>-esclama il nostro allenatore Matt Allen, riportandomi alla realtà. È molto più grande di noi: ha 30 anni, i capelli neri ed è un uomo di colore.
Scuoto la testa, accorgendomi che Leon non c'è più. Probabilmente mi ha detto qualcosa e neanche l'ho sentito.
>-esclamo, ad alta voce, infilandomi velocemente la maglietta. Quando il capo chiama, non posso far tardi.
Non voglio subire l'ira di uno stregone supremo.
Salto giù dal ring, facendo una corsetta verso di lui.
Appena gli sono affianco, mi accorgo dei ragazzi che sono posti in fila l'uno affianco all'altro. Matt, in tuta, sta spiegando loro delle cose.
Appena mi vede, mi sorride e mi indica con la mano. Sono la sua pupilla, solo perché so combattere meglio di tutti.
Queste sono le voci che girano su di me.
>-dice, tutto orgoglioso, lanciandomi la spada.
La afferro al volo, rigirandola tra le mani con tanta maestria. La impianto nel terreno, deciso.
>-rispondo, sollevando lo sguardo su tutti loro. Accorgendomi, con stupore, che Isabelle è qui. Ci sta osservando. Deglutisco, cercando di eludere le voci concentrandomi. >-dico. > >-continuo, distogliendo lo sguardo dal suo.
Maledizione. Sono troppe.
>-domanda un ragazzino, potrà avere 19 anni. Due anni in meno di me.
Corruccio le sopracciglia, confuso. Qui nessuno parla mai di quelle creature. E chi ne parla, spesso non lo farà più...per sempre.
Ci pensa Matt ad avvicinarsi a lui.
>-domanda, quasi minacciosamente.
>-risponde il ragazzo, sentendosi a disagio per lo sguardo dell'allenatore.
>-dice Matt, così serio che quasi quasi fa rabbrividire anche me. Se solo non fossi abituato a sopportarlo, ormai.
>-risponde il ragazzo, quasi facendosela sotto dalla paura.
Matt annuisce, continuando a parlare.
>