Isabelle
Dopo avermi accompagnata nel nostro dormitorio, Harper mi ha lasciata sola per andare a fare qualcosa che non ha specificato.
Però mi ha dato le chiavi del mini appartamento. Ho un'ansia pazzesca.
Chissà come sarà.
Appena metto piede dentro la stanza, rimango letteralmente meravigliata dalla sua bellezza.
È stupenda.
Faccio un giro su me stessa, scrutando ogni particolare con un sorriso genuino.
Le pareti sono di un verdino accettabile; sparsi qua e là, ci sono degli scaffali su cui sono riposti gli oggetti di Harper. Suppongo. La maggior parte, sono tutti cd musicali.
Alla mia sinistra, ho una scrivania piena di cancelleria disordinata. Qualche pianta sparsa qua e là come decorazione aggiuntiva.
C'è una sedia, su cui sono riposti dei vestiti. Un lampadario, proprio sopra di me. Due armadi, due bagni. Due letti. Un tavolino. Un divano lungo, arancione. Insomma...
È proprio come l'avrei voluta una camera tutta per me.
Quasi non riesco a crederci.
Vedo, oltre alla parte di camera di Harper( con tanto di poster dei nirvana attaccati al muro e lenzuola sul letto nere), una parte di camera vuota.
Lascio cadere i bagagli per terra. Faccio una corsetta, saltando sul letto.
Allargo le braccia, chiudendo gli occhi e rilassandomi. Coccolata dalla paradisiaca sensazione di un letto morbido.
Dove vivevo io, fino a qualche mese fa, non potevo permettermi tutto ciò.
Poi, di nuovo quella sensazione. Quel sussurro che sembra provenire dall'oltretomba.
>-una voce maschile riecheggia dal nulla.
Spalanco gli occhi, mettendomi seduta di scatto. Non mi aspettavo di vedere qualcuno qui.
>-rispondo, un tantino imbarazzata, non sapendo cosa dire.
Sicuramente mi avrà preso per pazza.
Appena alzo lo sguardo, noto con stupore che il ragazzo di prima è sull'uscio della porta. Con le braccia conserte, poggiato allo stipite.
Entra in camera, avanzando verso di me.
>-domanda, con una risatina. Annuisco, afferrando lo zaino da terra. Lo poggio sulle mie gambe e lo apro.
>-dico, sincera. Non riesco a tenere gli occhi nei suoi per più di cinque secondi, mi sento così a disagio.
Non solo perché è davvero un bel ragazzo, ma anche perché quelle voci non se ne vanno più dalla mia testa.
>-dice, porgendomi la mano. Abbozzo un sorriso timido, stringendogliela.
>-dico, per scherzare. Ride, sedendosi sul letto affianco a me. Scuote la testa.
>-dice.
>.
Rotea scherzosamente gli occhi al cielo.
>-dice. Indica col mento i fogli che ho tra le mani. Per la tensione, non mi sono neanche accorta di averci fatto le "orecchiette". >-continua, riferendosi ai disegni tra le mie mani.
Abbasso lo sguardo sulle mie cosce e annuisco.
>-domando, portandomi una ciocca ribelle di capelli dietro l'orecchio.
Annuisce.
>-domanda. Gli porgo i fogli, su cui ho disegnato qualcosa. È la mia passione da quando avevo 11 anni. Adam li osserva, con tanta curiosità. Sono 3 disegni, hanno tutti lo stesso tema: la stregoneria>-continua, guardandone uno in particolare.
>-rispondo.
Corruccia le sopracciglia, nascondendo un sorriso stranito agli angoli della bocca.
>-domanda. Alzo le spalle. Non so nemmeno io perché disegno queste cose. Di solito, non ci faccio neanche caso .
>
Mi porge indietro i disegni.
>-dice. Quando sto per prendere i disegni, per puro caso, le nostre mani si sfiorano. Alziamo entrambi lo sguardo.
Arrossisco, ritraendo immediatamente la mano. È stato pressochè imbarazzante.
Improvvisamente, qualcuno bussa alla porta. Mi alzo dal letto in un secondo, afferrando le mie valigie.
Non voglio che pensino che sia una poco di buono, perché sto con un cavaliere che conosco a malapena.
>-domanda, una ragazza, facendo capolino dalla porta.
>-le dico, sistemando le mie valigie sul letto. Appena si chiude la porta alle spalle, rimango letteralmente di stucco.
È una ragazza bellissima. Ha dei lunghi capelli biondi, ricci. Vanno letteralmente a contrasto con i miei rossi fuoco.
I suoi occhi...sembra abbia fatto il bagno in una piscina di smeraldi. Indossa dei vestiti chic, con tanto di tacchi alti.
>-si ferma, per scrutarmi da testa a piedi. Ora intuisco chi è. >-continua, con un accenno di disgusto.
Corruccio le sopracciglia, sentendomi ferita. Io non so chi si creda lei, ma non può piombare qui e fare la presuntuosa.
>-dico, un tantino acida.
>-risponde, senza fregarsene di meno. Adam si alza, sembra nervoso.
>-la rimprovera, mentre lei cerca disperatamente un contatto con lui. Come un gatto che marca il territorio per far vedere a tutti chi è che comanda.
Patetico. Pensa che io voglia rubarle il fidanzato?
>-dico, fredda, uscendo dalla camera altrimenti la parte peggiore di me prenderebbe il sopravvento.
E non voglio che succeda. Mai. Neanche nei peggiori dei casi.
Adam
Respingo Mia, che vuole baciarmi come se nulla fosse.
>-le domando, infastidito da quello che ha appena fatto. È stata cattiva con quella ragazza, volevo solo darle il benvenuto.
>-dice, incrociando le braccia al petto e mettendo su un broncio.
Scuoto la testa. Ancora con questa patetica storia.
>-la sorpasso, a dir poco arrabbiato.
Ormai è un vizio il suo. Fa sempre così, ultimamente, quando mi si avvicina una qualsiasi ragazza.
>-dice, rincorrendomi fuori dalla stanza di Isabelle. Non mi fermo, camminando a passo deciso nel corridoio. >-continua, afferrandomi per il polso.
Mi volto verso di lei, a dir poco esaurito dai suoi comportamenti. Roteo gli occhi al cielo.
>-le domando.
Mi abbraccia il petto, stringendomi forte a lei.
>-dice.
Scuoto la testa, staccandola da me senza farle del male.
>-me ne vado, anche perché tra poco iniziano le lezioni e non voglio far tardi il primo giorno di scuola.
Già so che lo passerò uno schifo per colpa sua.